Per gli appassionati di libri maledetti in pelle umana e motoseghe finalmente una buona notizia: inizia la produzione di Evil Dead 2 The Boardgame, gioco da tavolo ispirato al film cult degli anni ’80, La Casa 2.

Prima di raggiungere i nostri tavoli ha, però, avuto una vicenda travagliata alle spalle che può definirsi emblematica dei rischi del fenomeno Kickstarter e la soluzione che alcune aziende hanno adottato in merito.

La Storia

La storia di questo gioco da tavolo inizia a Luglio del 2016 quando la Space Goat Productions lancia un progetto su Kickstarter per la produzione e commercializzazione di un gioco di miniature ambientato nel microcosmo orrorifico del film di Sam Raimi. L’entusiasmo era tanto e niente sembrava preannunciare che un risultato di 722.622 dollari e 6.143 sostenitori avrebbero portato a un nulla di fatto. Due anni più tardi, eppure, chi aveva sottoscritto il progetto non solo non aveva ricevuto il prodotto (atteso per dicembre del 2017), ma aveva cessato di ricevere anche qualsiasi forma di aggiornamento in merito: un altro caso di progetto di finanziamento fallito. La storia ha, però, una svolta positiva nell’ottobre del 2018, quando Jason Hawronsky, AD della Jasco Games LLC, dà un importante annuncio: “Jasco’s plan is to raise funds for a new Evil Dead 2 game, and provide a copy of that game to existing backers of the previous campaign”. La Jasco all’epoca era un’azienda giovanissima, con all’attivo alcuni giochi da tavolo incentrati su licenze per lo più televisive (Dragon Ball Z: The Miniatures Game, Street Fighter: The Miniatures Game, ecc.). La sua intenzione non è di produrre il medesimo gioco della precedente campagna, non avendo accesso al progetto, bensì raccogliere alcun elementi, invece, disponibili (come alcuni modelli non pagati dalla Space Goat al fornitore e, quindi, messi in commercio) e inserirli in un nuovo progetto da lanciare tramite Kickstarter; inoltre, l’annuncio che per ogni copia finanziata, ne sarà regalata una ai sostenitori della precedente campagna ha una grande eco. Appare così sulla piattaforma di crowdfunding nell’agosto del 2019 il progetto Evil Dead 2 The Boardgame che rimane sottoscrivibile per meno di un mese e raggiunge la cifra di 203.980 dollari (obiettivo di 195.000 dollari) con 2661 sostenitori: un risultato ragguardevole, seppur inferiore a quello ottenuto dalla Space Goat Productions. Il gioco è, quindi, in produzione in questi giorni e verrà inviato a tutti i sostenitori, vecchi e nuovi, entro l’aprile del 2020; da quella data in poi sarà in distribuzione nei negozi.

Il gioco

Lo studio creativo di cui si serve la Jasco è il Lynnvander Studios (Buffy the Vampire Slayer: The Board Game, Star Trek Attack Wing Alliance System, ecc.) che crea ad hoc un gioco da tavolo cooperativo (con una possibile talpa all’interno della squadra) dove le miniature degli storici protagonisti del film del 1981 affrontano il Male in uno chalet in mezzo al nulla. La componentistica è molto ricca e comprenderà ben 47 miniature per la scatola base; il livello raggiunto permetterà anche la produzione di un pacchetto Extra con altre 22 miniature. La grafica è stata totalmente ricreata. Se si mettono a confronto foto e note dei due progetti sulle rispettive pagine di Kickstarter, risulta innegabile la maggior ricercatezza per materiali e grafica della Jasco rispetto al progetto Space Goat; per quanto le miniature risultino alla fine quasi le medesime, plancia e componenti della Jasco appaiono subito più curati, malgrado la Space Goat avesse preferito uno stile fumettistico niente affatto disprezzabile per le sue carte.

E Space Goat?

Purtroppo ha collezionato un altro fallimento, quello di The Terminator: The Official Board Game che era riuscito a raggiungere 220.456 dollari (su un obiettivo di 120.000 dollari) con 2126 sostenitori, anche questo con un progressivo ritardo trasformatosi poi, in un’assenza di aggiornamenti. Chi andasse a visitare le sue pagine su Kickstarter non si dovrà quindi stupire di trovarla inondata di commenti negativi che sono tracimati anche in altre piattaforme social. Cambi ai vertici della dirigenza non hanno portato miglioramenti, ma tramite Blendingcool.com scopriamo che l’unica novità è stata quella di una richiesta di ri-finanziamento fatta a maggio del 2018 su un’altra piattaforma di crowfunding/patron azionario, Wefunder (la pagina non più disponibile): per incentivare all’investimento si vantavano il successo di titoli finanziati e mai usciti, affermando al contempo che in assenza di nuova immissione di denaro non sarebbero riusciti a completare i progetti ancora aperti e avrebbero definitivamente chiuso. Sempre tramite questa pagina si è venuto a sapere che la società aveva dichiarato 85.000 dollari di debito alla SEC (Securities and Exchange Commission, l’ente federale statunitense preposto alla vigilanza della borsa valori), nel quale, come noterete, non figurano i soldi per un eventuale rimborso dei progetti falliti; questi ultimi sono segnati, invece, alla voce Profitto che contribuisce al valore dichiarato della società di 5 milioni di dollari.

Niente fondi per Space Goat Productions

Come è andata questa nuova richiesta di denaro? Molto male: solo 3.000 dollari ottenuti a fronte dei 250.000 e più attesi. A seguito di questo fallimento la Space Goat non ha nuovamente rilasciato dichiarazioni chiare su cosa avrebbe tentato come prossima mossa, ma sempre a maggio 2018 alcuni dei distributori hanno iniziato a cancellare gli ordini del gioco, dichiarando di aver ricevuto conferma da parte dell’azienda che il prodotto non verrà più licenziato: scelta questa in aperta contraddizione con le dichiarazioni pubbliche del nuovo AD, Shon Bury, che afferma ancora oggi che il gioco non è stato cancellato. La Space Goats Productions, ora nelle mani del discutibile Shon Bury, continua la sua ricerca di finanziamento in canali alternativi, con avvisi pubblici in alcuni punti vendita, blog di settore e nelle pagine di finanziamento disponibili. Intanto, passato più di un anno da queste ultime notizie, a oggi nessuno è ancora stato rimborsato né spera di riuscire a esserlo; addirittura alcuni sostenitori sostengono anche di aver definitivamente rinunciato al crowfunding in generale a causa di questa esperienza estremamente negativa, mentre tutti si domandano: “Che ne hanno fatto dei soldi?”. E’ un caso di gestione incompetente di un finanziamento milionario o una truffa vera e propria?