All’inizio di luglio molti appassionati di giochi hanno saputo che l’editore della storica rivista di videogiochi The Games Machine, Aktia srl,  aveva deciso di lanciare (in collaborazione con il sito Gioconomicon)  uno speciale dedicato al gioco da tavolo, con la distribuzione non solo nei negozi specializzati ma anche (e soprattutto) in edicola: Io Gioco. Si tratta di una notizia di grande rilievo dal momento che, dopo la breve esperienza di GiocAreA conclusasi dopo soli otto numeri (più un numero zero) nel lontano 1998, nessuna rivista dedicata al gioco da tavolo ha messo piede in edicola.

C’è stata nel 2016 la breve esperienza de Il Gioco, finanziata con Kickstarter ma conclusasi  (senza distribuzione in negozi o in edicola) dopo tre  numeri con il fallimento del suo editore (oggi è un’app e una pagina Facebook). Io Gioco rappresenta quindi un tentativo ambizioso, nato grazie allo sviluppo del gioco in scatola che, rispetto alla breve esperienza di GiocArea (forse nata troppo in anticipo sui tempi), ha una platea di appassionati e potenziali lettori decisamente più ampia.

La rivista aveva un Day One sabato 8 luglio ha cominciato a essere distribuita nelle edicole solo la settimana successiva. Nei negozi ha cominciato ad apparire dal 10 luglio. L’accoglienza nel circuito della distribuzione specializzata sembra essere stata positiva, mentre per conoscere l’esito in edicola basterà vedere se lo speciale diverrà, come l’editore ha auspicato, una rivista bimestrale o meno.

La rivista è un fascicolo spillato di 80 pagine interamente  a colori, proposta al prezzo di 4,90 euro. Il basso prezzo è anche legato alla presenza, fatto davvero inconsueto rispetto al passato, di una consistente presenza di pubblicità di editori del settore (una decina di pagine complessive), grandi e meno grandi. Con ‘grandi’ si intende ‘grandi nello specializzato’: non ci sono inserzioni pubblicitarie di colossi come Editrice Giochi, Hasbro e Mattel ma è anche vero che, almeno per ora, non si parla dei loro giochi ma solo di quelli ‘specialistici’ (anche se la crescente presenza di Asmodee Italia, Giochi Uniti e altri nei negozi di giocattoli e la loro produzione sempre crescente di giochi ‘per tutti’ comincia a rendere la distinzione meno netta).

La stragrande maggioranza dello spazio è dedicato ai giochi da tavolo (la rivista usa spesso l’espressione ‘gioco tabletop’ che trovo poco comprensibile a lettori poco esperti) con un modesto spazio dedicato al gioco di ruolo (questo non ha impedito ad alcuni blogger ed editori zelanti di parlare di rivista ‘dedicata ai giochi di ruolo e ai giochi da tavolo’ ma alcuni di questi hanno contenuti o sono recensiti in Io Gioco…). Ci sono numerose recensioni, dossier (lo Spiel des Jahres, i giochi in stile escape room, etc), una sezione di notizie, rubriche riservate a blogger ludici (non seguendoli, non posso pronunciarmi sull’importanza della loro presenza), un’intervista all’autore Carlo A. Rossi (che personalmente non conoscevo), anteprime, una breve avventura introduttiva per due giocatori più un Master per il gioco di ruolo L’Ultima Torcia in versione ‘gioca subito’ (quindi senza conoscere il regolamento del gioco).

Il taglio degli articoli è rivolto verso i cosiddetti casual gamer e ai giocatori sì interessati ma certamente non appassionati: persone che hanno qualche gioco, vorrebbero saperne di più, essere guidati nelle scelte dei giochi ‘belli’ (da qui probabilmente le molte pagine di recensioni) ma non seguono sistematicamente  i siti degli editori e per appassionati, non frequentano convention, non partecipano a progetti su Kickstarter e altre piattaforme, non si entusiasmano per anteprime e via discorrendo. E’ una scelta saggia, dal momento che gli appassionati sono un pubblico numericamente modesto, difficile da conquistare, frazionato, litigioso e spesso perfettamente in grado di ottenere da solo quello che una rivista come Io Gioco può offrire.

Personalmente avrei inserito anche qualche altro genere di articolo pensato per un pubblico di casual gamer ma non è detto che in futuro la rivista (posto continui) non lo faccia. Io Gioco a mio parere è comunque ben scritta e le recensioni interessanti, anche se noto una marcata tendenza a esprimere valutazioni molto positive quando non entusiastiche. Intendiamoci, non mancano rilievi critici in alcune di esse (ad esempio quella di Terraforming Mars non poteva non criticare i materiali del gioco) ma il tono è complessivamente molto favorevole. Questa caratteristica non è un difetto, ma personalmente sono abituato alla lettura del britannico Tabletop Gaming che ha uno stile più sobrio e meno ‘plaudente’.

Ci sono certamente alcuni aspetti della rivista che non mi sono piaciuti: le notizie in formato breve (preferisco di gran lunga un articolo unico ma più corposo), la scelta dei giochi di ruolo fantasy da suggerire ai principianti o comunque ai casual gamer (ma qui probabilmente ognuno avrebbe la sua idea), l’inserire una ‘carta promo’ di Deckscape non come allegato ma come… immagine da ritagliare, la definizione ‘gioco tabletop’, i commenti sempre entusiastici o quasi di alcuni redattori (possibile che a loro piaccia tutto?) e altre piccolezze. La mia valutazione è comunque decisamente positiva, sia per il gusto della lettura sia per ciò che Io Gioco potrebbe rappresentare per il settore del gioco da tavolo. Mi rendo conto che un appassionato potrebbe porsi la classica domanda “Perché dovrei comprarla se trovo tutto su Internet?” a cui risponderei in primis che nessuno sa davvero tutto quello che crede di sapere… e che comprare questa rivista rappresenta un investimento (minimo, due euro e mezzo al mese, insomma…) sul settore del gioco in Italia. Solo per questo, bisognerebbe acquistarla… (recensione di Ciro Alessandro Sacco).