Ha destato una grande eco sui media la notizia, inizialmente pubblicata dal quotidiano torinese La Stampa, che un gruppo ha organizzato a Bobbio Pellice (in provincia di Torino) un gioco di ruolo dal vivo sul tema degli anni di piombo, intitolato L’Ultimo Covo. Gli organizzatori, l’associazione Terre Spezzate, organizza molti generi di gioco di ruolo dal vivo ma evidentemente non si aspettava di finire in una polemica che ha forti echi con analoghe polemiche sull’effetto ‘suicida’ o addirittura ‘omicida’ dei giochi di ruolo degli anni ’90 (che portarono alla nascita del gruppo di difesa del gioco di ruolo GdR2). Il quotidiano La Stampa ha pubblicato dichiarazioni durissime attribuite ai sindacati di polizia e a magistrati in servizio e via via altri quotidiani e media si sono occupati della questione: alcuni (titoli ad effetto a parte) senza usare particolari toni di condanna (ad esempio Il Giornale e Quotidiano Nazionale)  altri invece con toni di autentica esecrazione (The Globalist ad esempio parla di “anni di Piombo (che) non possono essere liquidati con un gioco” mentre il quotidiano torinese on line Civico20 addirittura invoca l’introduzione del reato di apologia del terrorismo). C’è stata perfino la condanna del vicepresidente del consiglio regionale del Piemonte, Nino Boeti (PD), riportata da La Voce. L’associazione ha replicato pacatamente alle polemiche di chi, evidentemente, non ha le idee chiare sul concetto di gioco e gioco di ruolo (sorge spontaneo chiedersi che reazione ci sarebbe a un gioco come Axis & Allies dedicato alla seconda guerra mondiale…) e incassato il sostegno di Vice con un lungo e documentato articolo dove il reporter, saggiamente, racconta la sua esperienza di gioco non trovandovi (inevitabilmente) nulla di apologetico o offensivo (fotografia tratta da La Stampa).