Di Ciro Alessandro Sacco

Play, insieme a Lucca Comics & Games la più importante manifestazione italiana (e non solo) dedicata al gioco ha annunciato il 1 luglio che l’edizione di settembre avrà regolarmente luogo. In un post sulla propria pagina Facebook e sulla pagina principale del proprio sito gli organizzatori scrivono: “Play conferma per Settembre l’attesissima 12’ edizione del Festival del Gioco, rilanciando con un’apertura su 4 giorni. Finalmente torniamo a giocare insieme dalle ultime novità ai grandi classici, il tutto in completa sicurezza. Gli ingressi a questa edizione saranno limitati giornalmente e il biglietto si potrà acquistare solo online”. Questa decisione degli organizzatori, con voci insistenti che la attribuiscono a ragioni finanziarie, non ha però raccolto un unanime consenso e ci sono state varie polemiche (la cui importanza non va sovrastimata ma che nondimeno sono forti) tra gli appassionati. Le voci critiche insistono sulla difficoltà di poter gestire un simile evento in sicurezza, visto anche il timore di un aumento autunnale della pandemia (gli organizzatori scrivono “vi aggiorneremo presto con tutti i dettagli, sia relativi alla riapertura del ticketing online, che per quanto riguarda le misure di sicurezza che verranno adottate nel Quartiere Fieristico”) e anche sull’effettivo ‘valore’ di una simile manifestazione ai tempi del coronavirus (qui gli organizzatori rispondono che “sarà una Play diversa da quelle che conosciamo” senza per ora entrare in dettagli). Anche fra gli editori sembrano esserci non pochi mugugni e cautele: Serpentarium Games (editore, ad esempio, dei giochi di ruolo bestseller horror Sine Requie e fantasy ‘vecchia scuola’ L’Ultima Torcia) e Raven Distribution (che pubblica il gioco di carte fantasy Munchkin e il gioco di ruolo Il Richiamo di Cthulhu, per citare due titoli di primo piano) hanno già annunciato la loro assenza per riguardo alla sicurezza dei fan.