Di Ciro Alessandro Sacco

La situazione attuale

La pandemia Covid 19 ha letteralmente flagellato la vita economica del paese (e del mondo) toccando con particolare severità tutte le manifestazioni che sono state spesso soppresse (per quanto riguarda l’anno 2020) o spostate verso fine anno, nella speranza di una situazione sanitaria e normativa più leggera. Per quanto concerne il settore italiano del gioco, Play è stata da tempo spostata all’11-13 settembre pur permanendo forti dubbi sul suo effettivo svolgimento (l’ultimo aggiornamento, risalente al 21 aprile, non a caso riguarda i rimborsi) mentre Lucca Comics & Games non ha avuto mutamenti di data (anche se voci senza sostanza continuano a darla come annullata e non sono mancate polemiche politiche sulla questione). Per cercare quindi di avere accesso a forme di sostegno, presumibilmente finanziario e normativo. dal governo nel quadro delle iniziative a sostegno del settore Cultura, oltre venti manifestazioni dedicate al fumetto e (in parte) al gioco hanno scritto una lettera aperta al governo.

L’appello

La lettera aperta al governo vede la partecipazione di manifestazioni di primo piano anche nell’ambito ludico come (inevitabilmente) la toscana Lucca Comics & Games, la campana Comicon, la siciliana Etna Comics, la pugliese B Geek e la piemontese Torino Comics anche se si nota l’assenza di eventi come la milanese Cartoomics e la romana Romics (di primaria importanza date le aree coperte). I ventitré firmatari scrivono che “le perdite economiche subite dai festival di fumetto italiani nel 2020 sono un dato già evidente, determinate come sono da: mancata vendita dei biglietti, mancato introito di contributi e sponsorizzazioni, mancati emolumenti a dipendenti e professionisti che a vario titolo collaborano con le strutture organizzative, mancato supporto al volontariato fondamentale nella realizzazione
della maggior parte degli eventi culturali” (fermo restando che i volontari, in quanto tali, non vengono pagati) ricordando agli (sperati) interlocutori istituzionali la propria capacità di “attirare un pubblico (…) che va oltre il milione di presenze con un indotto economico e una ricaduta sui territori intorno ai trecento milioni di euro” (cifre dichiarate dalle manifestazioni stesse). Le manifestazioni quindi chiedono di non essere considerate una sorta di ‘parente povero’ del settore dedicato alla cultura e allo spettacolo dal momento che “cinema e teatro sono stati esplicitamente considerati nel testo che riguarda il Fondo Cultura del Decreto Rilancio”, un fondo che – scrive l’edizione online de Il Fatto Quotidiano ha “dotazione di 225 milioni di euro, destinato al sostegno delle librerie, dell’intera filiera dell’editoria, nonché dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura”. In passato personaggi politici con ruoli di alto profilo hanno partecipato ad inaugurazioni di manifestazioni di primo piano: ad esempio il senatore Crimi ha partecipato all’edizione 2019 di Lucca Comics & Games dichiarando, secondo quanto scriveva un comunicato stampa, “a Lucca Comics & Games … si fa cultura” e“questo festival è un patrimonio tutto italiano”. Vedremo se a tali parole seguiranno fatti concreti.