Abbiamo scritto diverse volte di questa manifestazione che ormai si è imposta, perlomeno a nostro modo di vedere, come la indiscussa Mecca del Gioco dopo Lucca Games (e anche su questa seconda posizione alcuni addetti ai lavoro non sarebbero concordi, assegnando invece la posizione più eletta…). Grazie alla disponibilità degli organizzatori, evidentemente non impressionati dal nostro stile di giornalismo ludico decisamente più… aggressivo della media, e alla cortese disponibilità di Roberto Grassi (creatore di Levity), abbiamo visitato l’edizione del 2011 nella giornata d sabato. Il nostro reportage quindi si limita al solo 26 marzo ma pensiamo sia comunque sufficiente essendo rimasti sul posto dalle nove del mattino fino alle sette e mezza di sera. Il primo commento va fatto sulle strutture della Fiera di Modena che sono certamente di un livello decisamente valido e assai soddisfacente: parcheggi, bagni, bar, servizi mensa, velocità nello smaltimento delle code, vivibilità dei padiglioni soddisfano visitatori ed espositori, specie se paragonati ai problemi di Lucca Games su tutti questi fronti (problemi frutto, va detto, non di una pochezza organizzativa ma dell’uso di strutture temporanee con tutto ciò che ne consegue e di cui abbiamo scritto abbondantemente…). L’afflusso di pubblico è stato decisamente buono, anche se abbiamo notato che non tutte le aree tematiche hanno raccolto gli stessi consensi: mentre infatti la grandissima area dedicata al gioco da tavolo era quasi sempre affolata da giocatori, le zone dedicate al tridimensionale e specialmente ai giochi di carte collezionabili non si sono mostrate granché frequentate mentre i giochi di ruolo – in uno spazio molto modesto che rispecchia il loro ‘peso’ commerciale e diffusionale – erano ragionevolmente frequentati ma certo non affollati. Il numero di espositori non era alto ma comunque significativo e di buon livello, con la presentazione di novità attese come il nuovo manuale per il gioco di ruolo Sine Requie, l’edizione italiana di 7 Wonders, Lettere da Whitechapel, la ristampa del manuale base de Il Richiamo di Cthulhu quinta edizione e la ‘tripletta’ Red Glove con Panico da Pecora, Galaxy Trucker e Airlines Europe (subito ribattezzato Ticket to Fly da qualche buontempone…), il Dizionario dei Giochi Zanichelli (non proprio una novità, ma c’era anche questo) tanto per fare qualche nome. La rivista in pdf ILSA (Informazione Ludica a Scatola Aperta) ha anche approntato un numero cartaceo grazie alla sponsorizzazione di Red Glove con un numero monografico sui giochi ‘di mercato’ e in omaggio una miniespansione di Zooloretto (segnaliamo però che nella rivista non è indicato per quale gioco sia la suddetta mini espansione…).  La presenza del gioco da collezione era decisamente limitata, segnaliamo che I Giochi dei Grandi aveva uno stand ricco di giochi di simulazione e alcuni titoli d’annata (ad esempio una copie di Dune Avalon Hill prima edizione con le due pregiatissime espansioni in bundle a 99 euro…). La manfestazione comunque non si limitava al gioco ‘commerciale’ non elettronico: un secondo padiglione, saggiamente separato da quello con i giochi di cui sopra, accoglieva una robusta area videogiochi, piste di auto telecomandate, giochi manuali e giochi in legno, calcetto per piccoli e grandi (sempre frequentatissimi!)  e molto altro ancora. Questo secondo padiglione non pareva molto frequentato in nessuna fase del giorno di sabato (come del resto il padiglione che accoglieva i giochi con miniature e qualche attività di gioco dal vivo) a parte videogiochi e… calcetto, segno forse che la massa dei visitatori era presente per i giochi da tavolo in primis e tutto il resto poi. Tra le altre iniziative, a parte i consueti incontri di topo federale/confederale per mettere in piedi coordinamenti associativi da cui ci siamo tenuti bene ala larga, segnaliamo la interessante mostra sul newsgaming con riproduzioni di giochi e testate che hanno usato il gioco come mezzo di racconto e discussione di un evento (anche potenziale) politico, sociale o militare. I visitatori sono parsi nel complesso più che soddisfatti (noi lo siamo stati) e non abbiamo visto facce scure tra gli espositori (tuttavia aspetteremo la fine della manifestazione per chiedere un commento a bocce ferme). Ma Play 2011 per noi è stata anche l’occasione di giocare qualcosa, possibilmente nuovo e non troppo complicato, così ci siamo lanciati in partite a Panico da Pecora (una specie di Carcassonne con pecore che ci ha fatto una buona impressione, molto migliore di quella di cloni come Carcassonne The Discovery) allo stand Red Glove, lo spassoso Ricci & Bisticci (“da 4 a 99 anni”) – rivelatosi fonte di non poco imbarazzo – allo stand Giochi Uniti, uno spettacolare Abalone gigante allo stand Oliphante (dove ha vinto chi scrive per sei biglie a quattro malgrado i venti anni trascorsi dall’ultima partita…) e altro ancora. Giochi che invece non abbiamo potuto provare perché sempre con tavoli occupati (buon segno) sono stati ad esempio Lettere da Whitechapel e Airlines Europe. Infine, non è mancato un momento di shopping con l’acquisto del Dune di cui abbiamo già scritto prima e anche di quattro riviste molto, molto vecchie a 50 centesimi l’una allo stand I Giochi dei Grandi. Nel complesso, insomma, una manifestazione che ci è piaciuta molto e alla quale contiamo di tornare anche nel 2012, magari per due giorni (sicuramente non come media partner per conservare la massima libertà di commento). Nel frattempo, se siete interessati a sapere di più su quello che è successo, Gioconomicon e Radio Frequenza Ludica (media partner di Play) hanno coperto la manifestazione per i due giorni con interviste e dirette di vario genere.