BANG! ARRIVA IN PERSIANO

Il 7 novembre Da Vinci Giochi segnala una notizia interessante: la pubblicazioni del gioco di carte western Bang! in Iran per tramite della Land of Beautiful Mind.

Uscito nel 2002, Bang! ha ottenuto sin da subito un grande successo che lo ha portato non solo ad arricchirsi di numerose espansioni, ma anche di molte localizzazioni: Bang! è, infatti, pubblicato anche in lingua inglese, francese, ceca, slovacca, tedesca, spagnola, coreana, olandese, ungherese, svedese, finlandese, cinese, greca e russa. Sono recenti anche localizzazioni vere e proprie che, non sono solo traduzioni ma riadattamenti per temi e grafica al contesto culturale del mercato interessato: ecco come nasce Samurai Sword per il Giappone (ed edito anche in italiano e inglese). Il gioco verrà solo tradotto in lingua persiana: niente dell’ambientazione e dei temi verrà cambiato.

IL GIOCO DA TAVOLO IN IRAN

Il gioco da tavolo è una novità degli ultimi dieci anni in Iran, storicamente legato a giochi scacchistici come backgammon. I primi tentativi di importare questo genere di intrattenimento avvengono in alcuni game cafè che si sviluppano nelle città più importanti, come il Cando Cafe a Shiraz (nato nel 2013) o il Board Café a Teheran (nel 2015). Nello stesso anno viene anche festeggiato il primo International TableTop Day, celebrazione internazionale del gioco da tavolo, e in soli quattro anni il numero di eventi legati a questo giorno aumenta fino a contare cinquanta sedi di gioco continuato in tutto l’Iran nel 2019. Non solo; oggi si stima che i game cafè siano cresciuti fino a un numero di trecento, di cui cinquanta solo a Teheran. Un altro numero impressionante è quello delle importazioni, che, pare (non esistono fonti certe), contano circa un milione di giochi all’anno, a cui vanno aggiunti le prime produzioni locali e le numerose versioni (illegali) dei titoli più noti come ancora accade ad esempio in Cina.

Nel 2016 viene pubblicato Divan, il primo gioco iraniano, un gioco di carte basto su Werewolf, ma con temi e grafica ispirati alla mitologia iraniana; totalmente originale è, invece, Zaar, uscito nel 2018 e pubblicato dalla Reality Game che prende spunto dalla pratica esorcistica persiana. Nel 2019 appaiono ad Essen i primi cinque editori iraniani. Il commento del notissimo autore francese Bruno Faidutti sul mercato locale è che a dominare il gusto dei giocatori iraniani siano per lo più giochi di strategia astratti e di bluff, mentre il costo dei giochi, elevato per lo stipendio medio iraniano, per ora releghi il fenomeno alla sola classe medio-alto borghese, certamente d’estrazione cittadina.

Ci complimentiamo con la Da Vinci Giochi per essere riuscita a essere la prima casa editrice italiana a comprendere il potenziale di un grande e popoloso paese che si è rivelato di una recettività incredibilmente alta nei confronti de gioco da tavolo: speriamo che siano i primi passi di nuove collaborazioni che porteranno qui da noi questi nuovi giochi persiani – nella foto la versione iraniana del gioco di carte Citadels (Francesca Mondelli).