Di Francesca Mondelli

Un art book che diventa un gioco di ruolo, che diventa un telefilm, che diventa un gioco da tavolo. Una storia di evoluzione continua e successo dietro un concept che mesce in maniera struggente fantascienza e nostalgia anni ’80 e che ha visto crescere enormemente il consenso attorno a esso in appena tre anni, ottenendo molti premi (quattro Ennie Awards nel 2017, tra cui Best Game), un seguito-spin off (il gioco di ruolo Things from the Flood) e, alla fine, una serie televisiva prodotta e distribuita da Amazon Video Prime. La sua casa editrice Fria Ligan deve aver, evidentemente, pensato che non fosse abbastanza e a inizio aprile ha lanciato un nuovo progetto kickstarter per Tales from the Loop The Boardgame.

La casa editrice Fria Ligan (Free League)

Casa editrice svedese, attiva dal 2011, ha offerto al mercato degli ultimi anni giochi che si sono affermati sia per intensità dell’immaginario proposto che per i regolamenti equilibrati: ricordiamo tra i molti titoli all’attivo solo Alien RPG, Mutant: Year Zero e l’amato Coriolis – Il Terzo Orizzonte. All’interno del suo catalogo sono una grande quantità i progetti che hanno potuto vedere la luce tramite il crowdfunding, arrivando a collezionare ben ventidue progetti finanziati su Kickstarter: questo dimostra da parte loro non solo enormi capacità di marketing (attorno ai progetti si è sempre creato una certa attenzione da parte della comunità di giocatori di ruolo), ma anche il desidero di progettare e proporre sin da subito prodotti molto impegnativi sul profilo qualitativo. Per quanto riguarda, invece, la decisione di produrre anche un gioco da tavolo non è di certo una sorpresa o un tentativo di sfruttare il successo che sta avendo la serie televisiva per produrre un po’ di merchandise; la casa svedese aveva già all’attivo un gioco da tavolo (Crusader King, tratto da un videogame omonimo) e, trovato il suo game designer di punta in Martin Takaichi, sembra intenzionata a rilasciare anche altri nuovi titoli.

Il boardgame

Il progetto descritto è un gioco da tavolo cooperativo per 1-5 giocatori. I giocatori devono gestire la propria quotidianità e, in più, la risoluzione di un mistero: durante il set up viene letta una carta Scenario che introduce l’indagine, mentre le carte New Diary permetteranno di aggiungere nuovi tasselli alla trama. Detto così sembrerebbe il classico gioco a quest, se non fosse per due particolari: la prima è che le carte New Diary oltre ad aggiungere dettagli alla vicenda metteranno i giocatori di fronte alla necessità di prendere decisioni, facendo così in modo che la storia prenda una direzione a discapito di un’altra; inoltre, a inizio partita i giocatori non sanno quali siano le condizioni di risoluzione dell’indagine (e, quindi, quelle di vittoria): questo tipo di meccanica, unita a una componentistica di enorme qualità narrativa (sia tramite le già note illustrazioni, sia tramite molta cornice) produce un effetto particolarmente immersivo.

A ciò si aggiunge il realismo nella parte della gestione del tempo a disposizione, il quale è diviso in differenti fasi che seguono la giornata dei giocatori: Fase Scuola, Fase Avventura e Fase Casa. Esatto: i nostri eroi hanno a tutti gli effetti una quotidianità assai comune, giacché si ipotizza che bambini di quella età, per quanto presi in avventure eccezionali, debbano frequentare le lezioni e ritornare a casa la notte. Apprendiamo questi e altri particolari dal print & play disponibile sulla pagina del progetto kickstarter, il quale fornisce un assaggio del gioco tramite il regolamento, quattro personaggi e uno scenario giocabile. Nella versione definitiva saranno inclusi quattro scenari giocabili in 90-150 minuti, ma è innegabile che per sua stessa natura questo progetto si presti facilmente all’integrazione e, quindi, non ci meraviglierebbe vederlo crescere con qualche espansione.

Il progetto Kickstarter

Per ora il progetto ha accumulato 1.750.000 corone svedesi (circa 161mila euro) sbloccando già la maggior parte degli stretch goal; conta, però, di poter arrivare sino a 2.500.000 SEK (circa 230mila euro) entro la data ultima, il 7 maggio, cosa che ci auguriamo giacché permetterà, tra le altre cose, di aggiungere uno scenario al gioco. Una volta raggiunta quella data inizierà il lavoro di produzione, i cui tempi non saranno brevi: il prodotto finito sarà disponibile solo da maggio 2021. Nella produzione una parte importante avranno i particolari: d’altro canto l’estetica di questo concept non permette un lavoro frettoloso; infatti, la casa editrice ha deciso di affidarsi a Paolo Parente per le miniature, a fronte del successo ottenuto da questi con quelle del gioco Dust che unisce l’accuratezza delle miniature belliche alla fantasia di un contesto fantascientifico. Ispirate alle illustrazioni del gioco di ruolo, al momento sono disponibili cinque modelli: quattro robor e un dinosauro (il Gorgosaurus) tutte le miniature saranno di plastica e di dimensioni 25 x 40 mm. Le illustrazioni di carte, plancia e i sagomati presenti, invece, sono sempre di Stålenhag (non sarebbe, d’altro canto, concepibile alcun altro nome) e questo ci assicura di ritrovare nella componentistica la bellezza avvolgente dei paesaggi desolati di Mälaren e i particolari nostalgici della quotidianità anni ’80. Il prezzo consigliato sarà molto probabilmente di almeno 80 dollari.

Localizzazione

La domanda che, a questo punto, tutti ci poniamo: e in Italia questo gioco arriverà? Difficilissimo prevederlo, soprattutto a fronte del fatto che, al momento, in Italia non è presente neanche la localizzazione del gioco di ruolo e non lo sarà per ancora parecchio. Infatti, per quanto Wyrd Edizioni abbia annunciato a inizio di aprile l’intenzione di proporre un progetto kickstarter per l’edizione italiana, al momento, però, non ha comunicato nessun altro particolare in merito a date, pledge e contenuti. Una traduzione in italiano di certo faciliterebbe l’accesso a un gioco che, per quanto con un titolo di enorme richiamo, ha una così alta dipendenza dalla lingua da poter scoraggiare i meno pratici dell’inglese (i quali, purtroppo, in Italia rimangono un numero imponente).